di Francesco Franco Coladarci
Settembre 2020
Si attribuiscono a Maria molte virtù, l’umiltà per eccellenza, vi è però una virtù raramente menzionata la quale dovrebbe essere di esempio per tutte le donne,(non discrimino poiché dopo tocca a Giuseppe 🙂 )
Tale virtù è il “Coraggio”, vedremo come ben si attribuisce tale virtù all’agire di Maria
Iniziamo con un
Antefatto
Luca 1: 26-38
26Al sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, 27a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. 28Entrando da lei, disse: «Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te».29A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. 30L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. 31Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. 32Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre 33e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».34Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». 35Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. 36Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: 37nulla è impossibile a Dio». 38Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me(errata traduzione in quanto è “di me” e non “per me” ) secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.
Per comprendere la pericope (brano completo con il suo contesto) necessita conoscere la cultura ebraica dell’epoca e cosa diceva la legge in merito al fidanzamento e matrimonio.
Vediamo come avveniva il fidanzamento.
Come d’uso, erano i genitori o i parenti più prossimi i quali sceglievano il ragazzo o la ragazza da far sposare ( anche da noi succedeva così non molti decenni fa).
Il fidanzato andava nella casa della fidanzata con i suoi familiari e si celebrava il “Matrimonio” il quale non era ancora l’effettivo sposalizio, ma un impegno talmente solenne che era equiparato all’effettivo sposalizio o nozze, con tutti gli obblighi e osservanze loro pertinenti, in primis la più importante “Fedeltà Coniugale”, la cui violazione era punita secondo la “Legge”.
Leggiamo alcuni passi di tale legge.
Levitico 10:5
10Se uno commette adulterio con la moglie del suo prossimo, l’adultero e l’adultera dovranno esser messi a morte.
Deuteronomio 22:22
22Quando un uomo verrà trovato a giacere con una donna maritata, tutti e due dovranno morire: l’uomo che è giaciuto con la donna e la donna. Così estirperai il male da Israele.
Deuteronomio 22: 13-21
13 Se un uomo sposa una donna e, dopo aver coabitato con lei, la prende in odio, 14 le attribuisce azioni scandalose e diffonde sul suo conto una fama cattiva, 15 il padre e la madre della giovane prenderanno i segni della verginità della giovane e li presenteranno agli anziani della città, alla porta. 18 Allora gli anziani di quella città prenderanno il marito e lo castigheranno. 20 Ma se la cosa è vera, se la giovane non è stata trovata in stato di verginità, 21 allora la faranno uscire all’ingresso della casa del padre e la gente della sua città la lapiderà.
Possiamo fermarci qui con le scritture
Essere fidanzati significava sottostare alla legge, rispettandone tutti gli obblighi come se fossero effettivamente sposati.
Si comprende bene quale rischio correva la donna fidanzata, in modo particolare se arrivava allo sposalizio non più vergine, per l’uomo c’erano scappatoie, in quanto mentre era facile dimostrare l’infedeltà della donna non era così facile dimostrarle per l’uomo, ma anche dimostrate per l’uomo c’era sempre……..un occhio di riguardo 🙂 , vedere ad esempio il racconto dell’apostolo Giovanni sull’Adultera, non si fa menzione dell’uomo complice del suo adulterio, eppure la legge imponeva la pena capitale per entrambi, ma l’uomo non c’è, e molto si potrebbe dire in merito su questi…..privilegi mascolini.
Torniamo al racconto di Luca, il racconto ci dice che Maria era promessa sposa di Giuseppe, quindi erano fidanzati e come abbiamo detto dovevano rispettare gli obblighi come se fossero effettivamente sposati, il fidanzamento durava un anno ed ognuno dei fidanzati rimaneva nella propria casa, passato un anno il fidanzato tornava la casa della fidanzata e con tutti i suoi familiari, si celebrava lo sposalizio, dopo di che la sposa andava a vivere nella casa dello sposo, questa era la prassi a cui Maria doveva sottostare.
Poniamoci la seguente domanda: Maria conosceva tutto questo?, dal suo Magnificat possiamo affermare che ben conosceva cosa imponeva la legge e quali obblighi lei dovesse osservare, non immaginando ciò che l’aspettava.
Continuiamo nella lettura.
“Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te”.“ A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo”
“Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio…”
Maria era una ragazza che amava Dio, conoscitrice della “Legge”, osservante degli obblighi che comportava, assidua nel Tempio, amorevole verso i propri parenti e verso il prossimo, mite nel suo carattere, fedele al suo fidanzato Giuseppe, felice di vivere una vita nell’amore di Dio e nel suo amato Giuseppe, ella abitava nella sua casa attendendo il momento dello sposalizio con il giovane Giuseppe, desiderosa di fortificare la loro unione con i figli che il Signore donava, Maria manifestava fino a quel momento fatidico tutte le speranze proprie di una ragazza ebrea, ma ora con quel saluto sembrava di mettere tutto in discussione.
Già l’apparizione dell’angelo avrebbe procurato un certo turbamento, anche se tali apparizione nella cultura ebraica non erano rare, ma era il saluto che Maria non riusciva a capire, come non capiva il motivo di tale visita, ella si rendeva conto che al saluto iniziale doveva esserci qualcos’altro, qualcosa che non capiva e per questo rimaneva turbata, molto più turbata sarebbe stata quando ascoltò ciò che seguiva dopo il saluto.
Continua l’angelo
“Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù”
Bene, pensò Maria, avrebbe concepito un figlio con il suo amato Giuseppe, sarebbe stata una delle tante famiglie timorate di Dio……. Ma neanche per sogno.
Continua l’angelo.
“Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre 33e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine”
E’ in questo momento che Maria comprende il saluto dell’angelo, comprese di essere stata scelta per essere la Madre del Figlio di Dio, comprese anche che il suo amato Giuseppe non sarebbe stato il padre, ma non comprese come si poteva concepire senza il suo Giuseppe.
“Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo”.
La risposta di Maria non era di incredulità bensì di comprensione, una simile cosa non era mai accaduta, è vero che molte donne sterili sono state alla fine benedette con un figlio, ma è anche vero che ciò è stato possibile con la partecipazione del marito, ora si presentava a Maria qualcosa di diverso, qualcosa inconcepibile sotto l’aspetto puramente umano, “com’è possibile senza un uomo?”
L’angelo le fornisce subito la risposta
“Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio” a conferma della potenza di Dio l’angelo la rassicura.
“Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile:nulla è impossibile a Dio”
A questo punto Maria ha completamente fede nelle parole dell’angelo, ha fede, cioè ha fiducia nella promessa di Dio la quale si adempirà come gli è stata comunicata, giacché “nulla è impossibile a Dio”.
Fermiamoci un attimo, Maria è una ragazza, perdi più fidanzata con Giuseppe, la quale la obbliga all’osservanza della Legge, aderire all’annuncio dell’angelo significa ammettere di fatto l’adulterio, in quanto il bambino che avrebbe generato non era il figlio di Giuseppe, dire poi a tutti che tale concepimento non è stato a causa dell’uomo significava essere presa e secondo la legge essere lapidata, neanche Giuseppe con tutto il suo amore verso Maria poteva credere a una spiegazione simile, insomma, come ragazza tali pensieri passarono nella sua mente, sotto l’aspetto puramente umano la vita di Maria era appesa ad un filo.
“Allora Maria disse”
La parola “Allora” denota che Maria rifletté su cosa diceva la legge sull’adulterio (umanamente sarebbe stato questo il suo stato) con tutte le conseguenze che sarebbero accadute, non dimentichiamo che la pena era la lapidazione e il primo a scagliare la pietra sarebbe dovuto essere proprio il suo amato Giuseppe, in seguito tutta la comunità.
“Nulla è impossibile a Dio”, queste parole penetrarono nella sua mente e nel suo cuore, il Dio che tanto amava e che l’ha fatta partecipe del suo piano redentorio facendola essere Madre di suo Figlio “Logos”, non solo non l’avrebbe abbandonata, ma l’avrebbe custodita da ogni cosa, anche in merito alla legge, per opera dello “Spirito Santo” il Verbo si sarebbe incarnato in Maria per “Salvare il mondo” e per essere Padre di tutti coloro che l’avrebbero accettato donando la sua Madre Maria come “Loro Madre”
“Allora” e solo allora Maria rispose
“Allora Maria disse: “Ecco la serva del Signore: avvenga di me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.
Coraggio e Fede, questo ci insegna Maria S.S, in modo particolare quando le cose umanamente non sembrano risolvibili, facciamo nostre le parole dell’angelo “Nulla è impossibile a Dio”.
L’umiltà e l’amore di Giuseppe
Passiamo ora a Giuseppe.
Una falsa iconografia ha sempre mostrato Giuseppe come un vecchio decrepito, anche se la motivazione è comprensibile tale rappresentazione è puramente errata e fantasiosa.
Nella cultura ebraica c’era l’usanza di far sposare i propri figli abbastanza giovani, 13/14 anni per la ragazza 15/18 anni per il ragazzo, nei vari secoli la chiesa e in particolar modo nel medioevo aveva la fobia del sesso, spesso invece di guardare l’uomo dalla cintola in su, lo guardava dalla cintola in giù, tale modo di concepire il sesso ne fece le spese anche il nostro caro Giuseppe, che da giovane pieno di vigore di vita e virilità è stato rappresentato come un vecchio prossimo al trapasso.
Bando alle ciance, andiamo avanti.
Matteo 1:
“Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. 19Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. 20Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; 21ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
22Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
23Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio:
a lui sarà dato il nome di Emmanuele, che significa Dio con noi. 24Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa”
La scrittura ci dice che Giuseppe era un uomo “Giusto”, il termine non è proprio pertinente al personaggio, in quanto essere giusto significa giudicare in base alle norme, alle leggi, come dire, una persona ruba giustizia vuole che venga condannata e punita, e questo a prescindere dalle motivazioni.
Il termine più consono è Kalòs, il cui significato è “Buono), allora Giuseppe non era solo un giovane giusto ma un giovane buono, poiché quanto una persona è buona lo è anche nella giustizia la quale è sempre condizionata dalla bontà.
Anche Giuseppe era un giovane timorato di Dio, assiduo nel tempio, conoscitore della Legge, instancabile lavoratore.
Ora, cerchiamo di tornare indietro con la mente e posizionandoci vicino a Giuseppe osservando i suoi movimenti e il suo stato d’animo.
Abbiamo detto che i fidanzati stavano ognuno nella propria casa per un anno, ciò non vuol dire che ogni tanto si vedevano, così era per Giuseppe e Maria, quando l’angelo visitò Maria, le disse che sua cugina Elisabetta (la sterile) era al sesto mese di gravidanza, andando a trovare la sua cugina si fermò finché non partorì, e questo per tre mesi, dopo di che ritornò alla sua casa.
E’ evidente che per tutto questo tempo Giuseppe non la vide, sicché quando si incontrarono vide la gravidanza di Maria, e qui in Giuseppe si scatenò il putiferio, (prima di andare avanti non dimentichiamo che noi la storia la conosciamo, ma Giuseppe no, la stava vivendo)non è passato neanche un anno e Maria mi ha tradito, allora le mie carezze sui suoi bellissimi capelli, le mie parole d’amore, i nostri sguardi d’amore, le nostre promesse, i nostri progetti, tutto falso, tutto falso, e il cuore di Giuseppe si faceva sempre più piccolo, perché egli amava profondamente Maria, e i suoi occhi vedevano solo lei, Maria, dolce Maria.
Cosa devo fare – pensò Giuseppe – come devo comportarmi, e qui si innesca un grande dilemma nella mente e nel cuore di Giuseppe, egli conosceva molto bene cosa diceva la “Legge” in merito all’adulterio, se Giuseppe amava Dio doveva ubbidire alla “Legge”, se amava Maria allora doveva trasgredire la “Legge”, per noi oggi rispondere a tale domanda non ci provoca difficoltà, poiché conosciamo gli insegnamenti di Gesù, ma per Giuseppe era tutt’altra cosa, sapendo che la sua amata Maria sarebbe stata lapidata e lui sarebbe stato il primo a scagliare la pietra, prese la sua decisione, per il bene della sua amata Maria è giusto trasgredire la “Legge”, poiché anche in quella circostanza apparentemente incomprensibile il suo amore per Maria non era diminuito.
“non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto(divorziare)”
Per comprendere l’azione di Giuseppe necessita sapere come al suo tempo veniva interpretata la “Legge”, vi erano due scuole rabbiniche, Hillel e Shammai le quali interpretava in modo differente la questione del “Divorzio”.
Per la scuola rabbinica di Shammai il divorzio era ammesso esclusivamente per “Adulterio”, con denuncia agli anziani e pena di morte (lapidazione) per la donna (per l’uomo vi erano molte scappatoie).
Per la scuola di Hillel, il divorzio era ammesso per ogni motivo ,oltre all’adulterio, possiamo affermare per ogni insignificante motivo, la moglie ha fatto raffreddare la minestra, il marito poteva divorziare, la moglie invecchiava, ebbene, il marito era giustificato a prenderne una più giovane, bastava solo il “Libello”, cioè, una dichiarazione senza spiegazione in cui si affermava di non voler più come moglie tale donna.
Salta subito all’occhio la grande differenza tra queste due scuole, nella situazione in cui si veniva a trovare Giuseppe la sua scelta cade inevitabilmente sulla interpretazione di Hillel, così, per evitare la morte per lapidazione alla sua amata Maria Giuseppe scrive un “Libello” in cui rifiutava semplicemente Maria come sua sposa, senza dover dare nessuna spiegazione neanche sulla sua gravidanza, e…..questo era quello che pensava di fare.
Andiamo avanti, sempre in Matteo cap.1
“Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: “Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; 21ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati”
Vi sono due aspetti da considerare “L’Angelo del Signore” e il “Sogno”.
Vi sono due affermazione nella scrittura in merito all’Angelo, quando leggiamo ad esempio in Luca “l’angelo Gabriele fu mandato da Dio”, allora chi parlò a Maria era effettivamente un angelo, un essere di spirito, al contrario quando leggiamo “ l’angelo del Signore”, vuol semplicemente dire che era direttamente il Signore che parlava, siccome nella cultura ebraica era inconcepibile avere un rapporto diretto con Dio, allora l’agiografo (l’autore) inseriva il termine “angelo”, in realtà era il Signore che parlava.
L’altro aspetto è il termine “Sogno”.
La scrittura ci dice che Giuseppe……dormiva, ma nel frattempo “stava considerando queste cose”, allora non dormiva!, siccome sognava stava dormendo.
Per comprendere e risolvere questo guazzabuglio dobbiamo sapere che esistono anche se rari, quelli che si chiamano “Sogni Lucidi”, in sostanza la persona si rende conto sia di dormire che di sognare, avendo la possibilità di interagire con il sogno, modificandolo a piacere, mentre il corpo dorme la mente è sveglia, è come se ci fosse uno sdoppiamento, cosa che invece alla maggioranza non accade, quando ci mettiamo a dormire ci risvegliamo alla mattina spesso non ricordando il sogno fatto, ma, anche ricordandolo è qualcosa non reale, nel sogno lucido è diverso, la persona sa di dormire come di sognare non solo, può interagire con il sogno stesso, ricordando perfettamente il sogno e cosa ha fatto in quel momento.
Ecco allora il sogno di Giuseppe, egli sognava e nel frattempo “considerava queste cose”, poiché stava avendo un sogno lucido (non è detto che tale situazione sia sempre ripetibile), mentre considerava queste cose:
L’angelo del Signore gli dice “Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati”.
Come risultato Giuseppe “prese con sé Maria sua sposa” poiché ciò che udiva era “reale” pur dormendo.
Il coraggio di Maria, l’umiltà e l’amore verso di lei di Giuseppe, la Grazia di Dio da essi accolta hanno permesso di essere partecipi del progetto “Shalom” il piano di Dio per la redenzione dell’umanità.