Teologia Escatologica – Capitolo V -Parte VIII – Anima Immortale e/o Resurrezione-

APPENDICE

La questione del Tempo – assoluto o relativo?

di Francesco Franco Coladarci

La questione del Tempo – assoluto o relativo?

( L’argomento in questione è trattato con estrema semplicità affinché possa essere compreso anche dalle persone meno istruite.)

Quando leggiamo le esperienze dei vari mistici con le anime del purgatorio e del loro tempo di purificazione, notiamo che a volte si parla di poco tempo, altre volte di mesi, altro ancora di anni, cercheremo di comprendere meglio questo aspetto del Tempo o dell’attesa prima di essere liberate.

Nella trattazione sulla Escatologia, si è messo in risalto che il tempo non è un assoluto, ciò che è il tempo sul nostro pianeta non lo è in un altro, esso varia secondo le leggi fisiche che governano l’universo, si comprende allora che il “Tempo” nell’aldilà non è e non può essere paragonato al tempo dell’aldiquà, il tempo nel mondo fisico ha tre caratteristiche univoche, “Passato – Presente – Futuro”, nell’aldilà,  o per meglio dire, nell’Atemporalità (categoria nella quale non sussiste il tempo) queste tre caratteristiche si fondono in quello che è “l’Istante Eterno – Eterno Presente”, per cui, non si dovrà “Attendere” che un qualche avvenimento si compia, esso è già compiuto in tale “Istante”.

In sostanza in Dio tutto è compiuto (Dio non deve aspettare che un evento si compia), è evidente che nel mondo fisico tale compimento è in corso.

Come comprendere allora il tempo in merito al Purgatorio, quando alcune anime affermano di essere nel Purgatorio da molto tempo?. (il Purgatorio non è un luogo ma uno stato in cui si trova l’anima, esse non vengono dal Purgatorio, ma con il Purgatorio)

Per comprendere la questione del tempo dobbiamo usare un’analogia più comprensibile, lo facciamo con qualcosa a noi familiare, il “Tempo nel nostro sistema solare”, ciò ci aiuta a comprendere meglio la questione.

Per primo useremo una unità di riferimento, il tempo terrestre, giorni – mesi – anni, tale riferimento non è un assoluto e valido in tutto l’universo (come si credeva una volta) ma ci aiuta a comprendere come il tempo nell’aldilà non è e non può essere come il nostro tempo, giacché non lo è neanche nell’aldiquà.

La Terra compie un giro intorno al Sole in 365 giorni (facciamo cifra tonda), tale giro è chiamato anno, ed esso è suddiviso in 12 mesi, ogni mese in 30 giorni (anche qui cifra tonda).

Tale caratteristica è valida per la Terra, che dire se questa caratteristica o unità di misura l’applicassimo ai vari pianeti più lontani come Giove – Saturno – Urano – Nettuno – Plutone, possiamo dire che il nostro anno sia lo stesso di questi pianeti e che il trascorrere del nostro tempo sia lo stesso per tutti gli altri?

Prendiamo l’ultimo pianeta il quale è Plutone, applichiamogli la nostra unità di misura temporale, anno – mesi – giorni, immaginiamo (per amore dell’argomento) che in tale pianeta ci sia il Purgatorio in cui vi sono le anime purganti, ci rimane più facile comprendere la loro relazione con noi.

Dunque, Plutone compie un giro intorno al Sole in 250 anni (cifra tonda), quindi in 3000 Mesi e in 90.000 giorni, già vediamo l’enorme differenza tra la Terra e Plutone.

Un anno sul “Purgatorio” di Plutone corrispondono ai nostri 250 anni – un mese ai nostri 20 anni – 15 giorni ai nostri 10 anni – 7,5 giorni ai nostri 5 anni – 3,5 giorni ai nostri 2,5 anni – 1 giorno ai nostri 1,5 anni.

Quando sulla Terra sono passate sei generazioni di quarant’anni ognuna per un totale di 240 anni (arrotondiamo) in Plutone è passato “solo” un anno, se un’anima doveva purificarsi per il tempo di un anno, sulla Terra sarebbero passati 250 anni, cioè sei generazioni.

Ora, tale anima si sarebbe potuta manifestare benissimo nel tempo di queste sei generazioni cioè in 250 anni, ammettiamo che tale anima abbia fatto visita ad una persona delle prime tre generazioni, dicendogli che sono 125 anni che soffre in Purgatorio, è evidente che si riferisce al tempo terrestre, poiché nel suo tempo (Plutone-Purgatorio) sono passati solo sei mesi e non 125 anni, e questo a motivo della disparità temporale tra i due pianeti.

Ora, questo ragionamento applichiamolo nell’aldilà, abbiamo detto che nell’A-Temporalità non sussiste né il tempo né lo spazio, ma l’istante eterno, ed è proprio nell’istante eterno che l’anima viene purificata, ma questo “Istante” il quale è proprio in Dio, ingloba anche il nostro tempo, per cui un’anima  potrebbe apparire dicendo di essere in purgatorio da vario tempo, come per l’esempio di Plutone ciò è vero, poiché l’anima si riferisce al nostro tempo, mentre nell’A-Temporalità essa è stata subito purificata.

Comprendo che la questione del Tempo sia alquanto complicata, questo perché l’uomo è legato proprio al nostro tempo, alle caratteristiche terrestri, al tempo terrestre e, al di fuori di queste si fa fatica a comprendere altre realtà temporali, necessita però di evitare di misurare realtà diverse con la nostra unità di misura, poiché ogni realtà sia fisica che spirituale ha la propria unità di misura.

Cercheremo di approfondire l’argomento usando un disegno, precisamente un triangolo, poiché certe difficoltà si possono in una certa misura superare con esempi semplici..

Possiamo notare che è un triangolo equilatero, cioè ha i tre angoli uguali, cosa significa tale figura con gli angoli uguali?.

Il triangolo raffigura tutto l’universo, essendo creato è anche finito, cioè ha i limiti o confini, non è qualcosa di infinito, essendo una creazione ha i propri confini.

Il fatto che il triangolo ha gli angoli uguali, ci fa comprendere come nell’universo regni in modo equilibrato in ogni sua parte le leggi fisiche, senza le quali l’universo stesso non potrebbe esistere, vi sono due leggi fondamentali le quali interessano anche noi, senza di esse non sarebbe possibile la vita.

SPAZIO E TEMPO

Noi viviamo sia nello spazio che nel tempo, ad esempio, se vogliamo andare al mare, dobbiamo percorrere una certa distanza, diciamo 50 chilometri, questo è lo spazio, tra Terra e Sole c’è la distanza, cioè lo spazio, così tra le stelle, tra i pianeti, entro l’universo c’è lo Spazio.

Il Tempo è l’unità di misura impiegata per andare da una parte ad un’altra, se dobbiamo percorrere 50 chilometri per andare al mare, impiegheremo un certo tempo, ad esempio 1 ora (c’è traffico J ), comprendiamo subito come non ci possa essere lo spazio (andare al mare) senza il Tempo (1 ora), comprendiamo anche come spazio e tempo non possano essere separati, quando parliamo dello spazio, parliamo del tempo, e, quando parliamo del tempo parliamo dello spazio, e questo è valido soltanto ed esclusivamente nell’ambito dell’universo, poiché se non ci fosse l’universo, non ci sarebbe né lo spazio né il tempo, sicché possiamo definire queste due unità di misura come Spazio/Tempo ad indicare la loro indissolubilità.

Torniamo al nostro triangolo, precisamente alla sua base, diciamo da A a B, in questa linea abbiamo sia lo spazio (la distanza tra A e B) che il tempo, cioè, quanto impieghiamo per andare da A e B, questa tratta A e B è l’inizio e la fine dell’universo, ed entro tale linea vi è la sua storia, la quale coinvolge anche l’umanità.

Torniamo al triangolo, possiamo notare che al centro c’è una linea tratteggiata, ebbene, quella linea al centro del triangolo indica il nostro presente, ciò che in questo momento stiamo facendo, ma subito ciò che abbiamo fatto rientra nel passato A-h, mentre la parte h-B è il futuro, ciò che faremo, tutto questo avviene entro l’universo nello Spazio/Tempo.

Ora, se vediamo le due righe oblique A e B partire dalla base verso l’alto convergono insieme alla riga centrale h, in un solo punto, ed è proprio in questo punto che si ha la storia completa dell’universo, compresa la nostra storia.

Se l’universo (dentro al triangolo) è stato creato da Dio è evidente che Dio è al di fuori della sua creazione, quindi, mentre noi viviamo nella temporalità dovuta allo spazio/tempo, Dio si trova nella A-temporalità, cioè al di fuori di essa, per cui il vertice del triangolo il quale è un punto, è presso Dio un Istante Eterno o un Eterno presente, nel quale convogliano sia il passato, il presente e il futuro, concludendo la storia dell’universo e la storia dell’umanità, anche se, nella nostra temporalità parte della nostra storia deve ancora essere scritta.